PATTI DIGITALI

“La sfida per un uso più sano del digitale si vince soltanto insieme”.

Negli ultimi decenni, il processo di digitalizzazione ha aumentato la complessità del compito educativo dei genitori. Internet, i social media, gli smartphone  e per ultima l’intelligenza artificiale generativa determinano una condizione di “connessione permanente” che per tutti implica scelte che riguardano tempi, luoghi, modalità e contenuti dell’utilizzo delle tecnologie.

Il momento della consegna dello smartphone è, simbolicamente e nella pratica, quello dove emergono maggiormente queste problematiche.

Sarebbe perciò auspicabile - nel caso dello smartphone come più in generale nell’educazione digitale - che questo tipo di scelte fosse gestito in modo condiviso tra genitori della stessa classe/territorio. Questa azione collettiva permette di fare insieme scelte che la maggioranza considera opportune ma che i singoli non hanno la forza di fare da soli.

Si è pensato così a un patto per l’educazione digitale che parta dalle famiglie. Siamo coscienti che l’educazione digitale non si esaurisce nella gestione di singole scelte, in particolare l’arrivo dello smartphone, ma consideriamo questo un momento particolarmente significativo nell’introduzione al digitale.

I 5 PRINCIPI DELL’EDUCAZIONE DIGITALE DI COMUNITÀ

1. Si alla tecnologia, nei tempi giusti

2. Preparare l’autonomia digitale promuovendo la capacità di orientarsi e di svolgere semplici compiti nel mondo fisico, la pianificazione del tempo, la posticipazione delle gratificazioni, il senso critico e la consapevolezza di sé, che consentiranno poi, a tempo debito, un uso responsabile della tecnologia.

3. Regole chiare e dialogo - Nell’ambito delle nuove tecnologie i ragazzi hanno bisogno di poche regole, ma chiare e coerenti per diventarne utilizzatori responsabili ed equilibrati.

4. Adulti informati e disposti a cambiare abitudini Agli adulti tocca il compito di formarsi per conoscere i rischi e le responsabilità legali, informarsi su app, giochi e ambienti digitali dove i ragazzi passano il loro tempo, conoscere le età consigliate per i diversi contenuti e applicazioni e discutere insieme i possibili rischi, i diritti e i doveri che si hanno in rete. Inoltre gli adulti sono chiamati a rivedere le proprie abitudini digitali per costituire esempi credibili ai loro occhi. L’esempio personale è il primo strumento per guidare i giovani all'uso corretto e rispettoso delle nuove tecnologie.

5. Serve una comunità! - Sia l’educazione ai media che la supervisione genitoriale sono azioni molto più efficaci se portate avanti in modo coordinato da una comunità. In questo contesto l’impegno delle singole famiglie non è sufficiente, ma va supportato.

dal “MANIFESTO DELL’EDUCAZIONE DIGITALE DI COMUNITÀ”

di Marco Gui, Marco Grollo, Stefania Garassini, Simone Lanza, Giacomo Trevisan

L’educazione digitale è efficace se viene offerta in modo coordinato da parte di una comunità in cui ci si supporta a vicenda.
Ad esempio, mettendosi d’accordo collettivamente sull’età di consegna degli smartphone ai preadolescenti, o sul loro accesso ai social.

La rete dei Patti Digitali di comunità promuove alleanze educative di questo tipo tra famiglie, educatori ed enti a livello locale su tutto il territorio nazionale.

CLICCARE QUI: INFORMAZIONI PER GENITORI: I PATTI DIGITALI

Famiglie e scuole fanno rete!

A maggio 2026 si è tenuto, presso i locali della scuola “Deflorian”, un incontro informativo rivolto a genitori e docenti.

L’IC MERANO 1 incoraggia l’istituzione dei patti digitali tra famiglie e nel contempo agisce a livello educativo promuovendo, nel corso dell’anno scolastico 2026/2027, percorsi di formazione per i docenti e attività didattiche con gli alunni della scuola secondaria di I grado che porteranno i nostri ragazzi a ricevere il “Patentino dello smartphone”.